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An english version of Il Centone
Tuesday, November 09, 2004
Mai-min-uscoloNon so se hai notato, ma nella scritta che con fuggevole trasversalità inganna l'attesa dello skip si legge: Beppe (maiuscolo) severgnini (minuscolo, complice l'arcuata ondulazione dei caratteri). Un pregio più che un errore, secondo me. Perchè pone l'accento sul chi si è, piuttosto che sul da dove si viene. ben lo sapevano i cinesi, in epoca imperiale. E mal attualmente l'esemplifica l'attuale nome/cognome all'incontrario (un nome che è un cognome; un cognome che è un nome) del Prefetto in carica di Bergamo. Lo feci notare, in Prefettura,ed il Titolare diede Spiritosa Delega Informatica di replica ad Arguto Vicario. Cordialmente
Claudio Trezzani.
Solo un pregio non voluto, e non un errore, perché l'arcuata ondulazione dei caratteri voleva purtuttavia mantenere il maiuscolo...Grazie comunque!
censura geo-etnico-etilicaGentile tu, lei, Lei Severgnini, grazie per aver indulgentemente pubblicato la mia di ieri. Purtuttavia, qui s'impone un discrimine geo-etnico-etilico. Con ciò intendendo: sino a che Bill Gates non escogiterà un abbinamento tra un etilometro e la password d'accesso al PC, le inanità attraverso Rete saranno ancora alla portato di chiunque dissennatamente si connetta. Propongo allora un filtro tra il cronologico ed il razziale: mai ricevere e.mail da messicani all'ora della tequila; mai da cubani al pomeridiano cicchetto con il rum, mai nelle sere d'Oktober dagli abitanti di Monaco di Baviera, mai dagli italiani/lodigiani alle prese con un bianco frizzante dell' Oltrepò. Così io ieri, scrivendoti (le, Le). E se n'avvertiva l'olezzo. Cordialmente.
Claudio Trezzani
Tu, lei, LeiLa tua,sua,Sua lettrice Caterina inconsapevolmente solleva un problema semantico/comportamentale: il Tu internettiano e/o il Lei galateiano. Con, non in sott'ordine, un sott'argomento: se si decide di dare del Lei, il lei deve essere così o maiuscolo? Propendo per quest'ultimo indirizzo: se Lei deve essere, almeno sia teutonico (Sie o sie, in tedesco, designano persone diverse). Un po' di precisione - quantomeno grafica - Che diamine! Cordialmente
Claudio Trezzani
Sunday, June 06, 2004
esclusi gli autentici maniaci come me, pochi di noi usano con assiduità il dispositivo di ricircolo del climatizzatore (che non è strutturalmente legato ad esso, ma ne rappresenta generalizzata derivazione). Eppure, la semplice operazione di attivarlo in vista di una sosta ad alto tasso d'inquinamento - come ad un semaforo - può contribuire alla nostra salute. Nelle autovetture più costose, vi è un automatismo che provvede al suo azionamento allorquando appositi sensori rilevano il superamento di una predeterminata soglia inquinante. Ed è perc questo che approvo la scelta della Fiat per la Stilo: il dispositivo automatico - su di una vettura che non è precisamente lussuosa - è di serie. Peccato che sia però abbinato solo al climatizzatore automatico, che di sierie non è su tutte le versioni. E Voi, lo azionate nel traffico, il ricircolo?
Cordialmente
Claudio Trezzani.
Thursday, May 27, 2004
La categoria degli Sport Utility Vehicles (nonchè della velleitaria ridenominazione Sport Activity V., per i più dinamici tra di essi) prende le mosse da una volontà di "stradalizzazione" di quelli che gli americani chiamano light trucks: camioncini leggeri, con una traduzione banale e un po' forzata. Gli statunitensi racchiudono in questa categoria i pick-up, le fuoristrada, le monovolume. L'esigenza era di rendere più versatili mezzi vocati per l'utilizzo commerciale, pesante o fuoristradistico. Due le strade progettuali che sono state intraprese: "ingentilire" veicoli già in produzione, o realizzarne ex novo. La prima soluzione, intuibilmente, è quella più economica. Accadde ed accade allora che delle fuoristrada siano riviste nell'estetica, dotate di gomme meno tassellate, impreziosite negli arredi interni. Accadde ed accade altresì che la base di partenza sia addirittura un pick-up, con la conseguente specificità telaistica e sospensoria. Si tratta di mezzi dotati di telaio a longheroni e traverse, particolarmente robusto in fuoristrada, ma costituzionalmente rigido e deleterio quanto a sicurezza passiva (un esempio per tutti: in un incidente con una macchina tradizionale di minore massa i suoi occupanti hanno la meglio; contro un muro o un albero garantiscono una minor deformazione della struttura e dunque una minore capacità di assorbire l'energia cinetica che si sprigiona, con il risultato che il rischio di provocare lesioni agli occupanti è superiore a quello di una vettura tradizionale, anche se più piccola). Se il veicolo viene invece progettato autonomamente, può succedere che si opti per un telaio a scocca portante, quella delle normali autovetture. Può anche succedere che il gruppo sospensorio adotti soluzioni più automobilistiche, a ruote indipendenti, ed abbandonando il ponte rigido posteriore (in alcuni casi sono anche presenti sospensioni a geometria multi-link). Il caso citato da Aro (Porsche Cayenne) è corretto (Aro prende pari-pari una definizione che formulò la rivista Quattroruote quando provò il modello). Ma si tratta di un dato relativo: se è vero che la Cayenne può - quasi - tenere il passo anche in curva di una Porsche stradale di 10 anni fa, è altrettanto vero che permane un divario con i corrispondenti modelli prettamente stradali odierni. inoltre, questa prestazione avviene grazie a due accorgimenti: adozione di preumatici extraribassati (l'uso in fuoristrada ne risulta fortemente compromesso); esasperato intervento dell'elettronica: gestione "attiva" della trazione sulle 4 ruote, controlli di trazione, stabilità e frenata. Ciò per sottolineare che nessun accorgimento può ovviare a una "costituzionale" tendenza ad una minore stabilità, come recentemente ribadito anche dallo statunitense Highway Safety Department, ove sottolineava la maggior propensione al ribaltamento di questi modelli. Il problema è quello del baricentro alto e delle soluzioni di compromesso per pneumatici e sospensioni. L'accenno di Aro alla capienza del bagagliaio e all'abilitabilità mi è poi prezioso per interfacciare ulteriori considerazioni alle precedenti. I SUV sono si capienti (i più grandi) in assoluto, ma non in termini relativi. Perchè per assicurare capacità hanno "solo" dimensioni e forme squadrate. Le quali però sono ingannevoli. Perchè con le monovolume condividono l'altezza, ma l'altezza d'ingombro, non quella interna. Ques'ultima è compromessa dalla elevata altezza da terra del pianale, concepita per lenire le conseguenze con eventuali ostacoli del terreno. Quanto alla larghezza, essa spesso è il frutto della misurazione dei passaruote sporgenti e delle eventuali pedane: dentro - da spalla a spalla - la misura è ben inferiore. Anche la lunghezza va diversamente considerata: lasciando perdere il discorso della ruota di scorta esterna (anche 20 cm. in più, ove presente) v'è da tener presente che il cofano ha uno sviluppo convenzionale (non alto e corto, come nelle monovolume) con il risultato di comprimere ulteriormente la lunghezza interna utile. Inoltre, questa forma generale ha conseguenze devastanti sull'aerodinamica e dunque su consumi e prestazioni. 250 km/h? Si, ma anche a prezzo di 50CV in più roispetto ad una berlina tradizionalmente profilata. In generale, è pertanto osservabile che qualsiasi caratterizzazione in un senso va a discapito di altre prerogative. Disponibile con gioia ad ulteriori chiaccherate sull'argomento. Cordialmente
Claudio Trezzani
Tuesday, May 25, 2004
Molte volte mi è capitato di mandare la diavolo un ciclomotorista che sfreccia con lo scarico manomesso. I vigili urbani mi hanno detto che per contestare l'infrazione occorrere un fonometro, che tuttavia loro dovrebbero richiedere all' ASL. Da questo piccolo esempio alle tante altre fonti di disturbo, il problema si chiama inquinamento acustico.L'organizzazione mondiale della sanità ha calcolato che nell'Europa occidentale il 20% della popolazione è esposta a una soglia critica di rumore [tratto dal settimanale Panorama]. la soglia critica viene indicata in 80 DB. Valore raggiungibile in una strada molto trafficata. Ed allora - prepotentemente - mi tornano in mente le vetture ibrido/elettriche. Non solo da fermo ed a bassa velocità non inquinano perchè utilizzano il solo motore elettrico;. per la stessa ragione, fanno pochissimo rumore. Non vi sembra che sia una ulteriore ragione per promuoverle?
Claudio Trezzani
Centrali idroelettriche "maremotrici". Sino ad oggi, non sapevo esistessero. Si tratta di gigantesche boe che scorrono longitudinalmente come stantuffi su pali fissati nel fondo del mare, mossi dalle onde. Ce ne sono due al mondo: alle Hawai e in Spagna. Pensate valga la pena di rivolgersi anche a questa soluzione?
Claudio Trezzani
Non da ieri, stiamo assistendo all'esplosione economica di grandi Paesi come la Cina e l'India. Questo comporta un incremento del fabbisogno energetico. La International Energy Agency ha calcolato che nell'ultimo anno il consumo di barili di greggio ha registrato un aumento di due milioni di barili. La metà per la Cina, che è anche produttore. Alcune stime prevedono un aumento globale del 50% entro il 2025. Il presidente americano intanto intensifica i rapporti con il premier russo al fine di progressivamente svincolarsi dallo storico partner petrolifero saudita. L'Italia è il quinto importatore mondiale di greggio ma solo il dodicesimo consumatore, a testimoniare la sua dipendenza. Insomma: andiamo sempre più a intaccare le riserve mondiali, ci facciamo dipendenti dall'estero, inquiniamo di più e assistiamo a crescite economiche altrui ove gli scrupoli ambientali sono - se possibile - ancora più allentati. Non basta ancora tutto questo a farci considerare l'impellenza di rivolgerci a fonti energetiche alternative?
Claudio Trezzani
Thursday, May 20, 2004
Il settimanale inglese Time ha pubblicato un articolo in cui illustra le caratteristiche tecniche di nuovi modelli ibridi che saranno commercializzati in autunno. Ci informa che sono già state vendute 2000 Toyota Prius in Europa, nel primo quadrimestre di quest'anno. L'autrice dell'articolo, Daren Fonda, definisce "sensible cars" questo tipo di veicoli. ma sino a quando il vice presidente della General Motors, Bob Lutz, le considererà solo "una interessante curiosità", i tempi non si prospettano dei migliori.
Cordialmente
Claudio Trezzani.
Monday, May 17, 2004
Vista la crescente ed ormai massiccia diffusione della motorizzazione a gasolio sulle autovetture, vieppiù si pone il problema del loro tasso inquinante. Uno dei dispositivi che più contribuisce al contenimento delle emissioni inquinanti è il filtro anti particolato. In Peugeot si chiama FAP, presso Opel DPF, alla Toyota D-CAT.
Il dispositivo relativo a quest'ultima marca (e come poteva mancare, dal costruttore della Prius?) deve però funzionare con gasolio senza zolfo, e siccome in Italia non ce n'è, sulle vetture destinate al mercato italiano non viene montato. E quanto a quello Opel il paradosso è che viene applicato al 1900 (montato sulla Vectra) che è un motore Fiat, mentre la Fiat non lo applica allo stesso motore di cui fornisce le sue vetture. Dunque: niente D-CAT in Italia e niente DPF per le Fiat. Prima amcora delle auto ibride, molto altro lavoro da fare. Pensate che il nostro governo dovrebbe intervenire in questa situazione?
Claudio Trezzani
Friday, May 07, 2004
problema delle centrali nucleari è tecnicamente molto complesso ed io non sono in grado di trattarlo. Una cosa però m'incuriosisce, perchè riguarda un evento importante per noi europei, l'entrata di alcuni Stati dell'Est. In un altro topic di questo forum ho accennato alla questione degli standards ambientali per l'omologazione degli autoveicoli. Il problema naturalmente s'estende a ogni aspetto dell'inquinamento, ed è per questo che ho letto con interesse misto a preoccupazione la notizia che in Lituania - Paese UE dallo scorso I° maggio - presso Ignalina esiste un bi-reattore di grande capacità (soddisfa il fabbisogno energetico dell'80% della popolazione lituana) costruito secondo la tecnologia di quelli di Chernobyl. Per questo l'UE ne ha imposto il graduale smantellamento. La notizia allarmante è però la seguente, e riguarda un pronunciamento dell'ente lituano per l'energia: dopo la disattivando i reattori, e dovendo produrre energia in altri modi, ritengono che non sarà più possibile rispettare i limiti di emissione dei gas serra fissati dal protocollo di Kyoto. Più sicurezza per più inquinamento, dunque? Gradirei Vostri pareri.
Cordialmente
Claudio Trezzani.